Tempo fa mi sono imbattuto in un video tratto da un film di anni fa: Interstate 60.

 

Mi piace molto il finale del dialogo tra Ray (il primo “medico”) e il paziente.

“Si.. è un bel trucchetto, ma non esistono giochi di carte con picche rosse e cuori neri.”
“E chi può dirlo?”

Già. Chi può dirlo?
La vita non è forse un gioco (di carte, di persone, di animali, di cose, di ruoli, etc.)?
Tutto il dialogo non è altro che una metafora della vita e del modo in cui noi tendiamo a percepirla, a viverla.
Sempre uguale a se stessa. Con poche capacità di lasciarci sorprendere.

“L’esperienza ti ha condizionato a pensare che tutti i cuori siano rossi e tutte le picche debbano essere nere. Le forme sono simili quindi per la tua mente è facile recepirli sulla base delle esperienze passate, piuttosto che aprirti all’idea che potrebbero essere diverse. Vediamo quello che ci aspettiamo di vedere, non necessariamente che cosa c’è nella realtà”

La nostra mente ed il nostro cervello funzionano cercando di massimizzare la stabilità e minimizzando il rischio (anche percettivo): ci da sicurezza. E l’illusione di poter controllare tutto ciò che ci arriva.
E’ normale, non sbagliato.
Semplicemente funzioniamo così.

“E allora ci chiediamo quante altre cose ci siano proprio di fronte a noi i segni, suoni, profumi che non riusciamo a sentire solo perchè non ci siamo abituati. La buona notizia è che se rifacciamo il test lo supererai, una volta consapevole che possano esistere cuori neri e picche rosse ti sarà facile saperlo percepire.”

Davvero! Quanti suoni, profumi, forme, colori, movimenti, relazioni tra i fenomeni, spunti d’animo, desideri, paure (etc.) noi non vediamo: ma, secondo me, non perchè non siamo semplicemente abituati.
Al contrario, perchè non siamo abituati ad essere presenti.
Presenti nel percepire il fatto che le picche possono essere anche rosse e i quadri neri!

“non è un caso che i bambini che non hanno mai giocato a carte superino il test.”

Perchè i bambini guardano molto più spesso di noi il mondo con occhi vergini! E sono in grado di percepirne le sfumature e di godersi le cose pienamente.
Questo è uno dei motivi per cui il loro tempo trascorre molto più lentamente del nostro: è arricchito di dettagli che lo dilatano e lo colorano!

Per dirla come in meditazione, i bambini si avvicinano alle cose con lo Sguardo da Principiante.

E noi? Ci possiamo provare?

0
Share

- Luca Leoncini

0 Comment

Leave a Comment

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *