Lasciare andare

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L’attaccamento è la fonte di ogni male: così inizia il breve articolo che posto qui di seguito.

http://www.visionealchemica.com/lasciate-andare-e-siate-felici/

Anni fa, quando leggevo per le prime volte testi buddisti, dicevo fra me e me: “Beh, però così è facile.. Non ci si attacca, non si soffre, ma nemmeno si gioisce!”.

Non comprendevo che la mia (nostra?) idea di felicità era come uno di quei giochi dei bambini ad incastro: la palla entra nel cerchio, il cubo nel quadrato e così via…
Non mi accorgevo che il processo che c’era dietro era una valutazione continua legata al passato (“Cosa mi faceva felice fino a…?”) e al futuro (“Se incontrerò quella cosa che mi faceva felice bene, altrimenti non sarò felice!”).

Nell’attaccamento a questo processo di sottofondo ci ancoriamo ad una decisione presa tanti anni fa (su persone, oggetti, luoghi, sulla nostra identità, sulla vita stessa) che non riusciamo a lasciar andare.
E quindi ci sforziamo di bloccare il flusso della vita, dice l’articolo, che di stare fermo non ne vuole sapere.

Eckart Tolle (Il Potere di Adesso) o il Maestro Oogway (Kung Fu Panda) spiegano bene questo concetto nel descrivere il Presente come unico momento in cui siamo vivi (nel Passato lo eravamo, nel Futuro non lo siamo ancora) e la vita come una lunghissima serie di Presenti.

“Ti preoccupi troppo per ciò che era e ciò che sarà. C’è un detto: ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi… è un dono. Per questo si chiama presente” (Maestro Oogway).

Questa preoccupazione sul passato e su ciò che sarà, questa paura di lasciare andare, si ritrova spesso nel nostro corpo: a seconda delle persone è evidente nel respiro, nella qualità dei movimenti, nella voce che riusciamo solamente a trattenere, a non lasciar fluire.

La qualità del Lasciar Andare non è semplicemente mentale, ma di un complesso intreccio di Pensieri, Emozioni, Corpo e Anima.

Per questo si può lavorare su questo aspetto con modalità psicologiche che abbraccino contemporaneamente questi aspetti, come le Terapie Psico Corporee o le pratiche come la Meditazione.

Rispondo al me stesso di anni fa e ai dubbi sul non attaccamento con le belle frasi di Nicoletta Cincotti, inserite in una Meditazione sul Lasciare Andare.

“Lasciare andare non significa non interessarsi, ma smettere di credere di aver potere al posto degli altri;
lasciare andare non significa fregarsene, ma lasciare che l’esperienza sia consigliera: non le parole;
lasciare andare non è vittimismo, ma la profonda certezza che spesso gli effetti non dipendono da noi;
lasciare andare non corrisponde ad una critica, ma a un atto di estrema fiducia;
lasciare andare non è mettere nuove catene, ma permettere alla libertà di ognuno di esprimersi;
lasciare andare non è ancorarsi al passato, ma vivere pienamente un nuovo futuro;
lasciare andare non è cedere ai fardelli della vita, ma credere che siamo nati per uno scopo elevato;
lasciare andare non è soffrire, ma permettere alla gioia di abitare in noi”.

https://www.youtube.com/watch?v=0Tx5iQxilVg

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- Luca Leoncini