Chiedere aiuto

Questa bellissima canzone degli U2 mi ha sempre colpito.
E’ una delle rare canzoni in cui la melodia e gli arrangiamenti si accompagnano davvero bene al testo (almeno al titolo).

Sometimes you can’t make it on your own: A volte non puoi farcela da solo.

A volte abbiamo bisogno di una mano.
Ma quanti di noi sono capaci di chiedere una mano?
Quanti di noi sono in grado di chiedere aiuto ad un amico, ad una persona cara, un famigliare, il compagno?
Perché è così difficile farlo?

“Non saranno disponibili per me”, “non sapranno ascoltarmi abbastanza bene”, “è troppo difficile ascoltare la mia voce che esprime il mio dolore”, “come posso fidarmi?” sono solo alcune frasi che la nostra voce interna rivolge a noi stessi.

Lisbeth Salander (la protagonista del conosciuto libro “Uomini che odiano le donne”) direbbe, forse, “Uscirebbe Tutto il Male del Mondo”.
E noi non sappiamo se saremmo in grado di gestirlo.
Da soli.
In coppia.
E allora forse non ci sentiamo nemmeno di rischiare e di aprirlo a qualcuno.
A nessuno.

E decidiamo di tenerci per noi le nostre emozioni e i nostri pensieri, di mettere su una maschera e una corazza (con gli altri, con noi stessi).

E Tutto il Male del Mondo diventa sempre più temibile.
I Mostri cui non riusciamo a dare uno sguardo da vicino sono sempre più minacciosi.
E rimane lì.
Purtroppo però quando rimane lì, inascoltato per tanto tempo, genera Mostri. Altri Mostri.

Per andare oltre tutto questo serve un atto di Coraggio, di Ribellione a sé stessi, un atto di Fiducia!
Fiducia nell’altro ed in sé stessi.

Perché la possibilità di avere uno spazio sicuro, una tana, in cui esser ascoltati, di non essere giudicati per quello che si è fatto o che si prova, la possibilità di vedersi con gli occhi di un altro, di ricevere un abbraccio, attenzione è veramente una piccola grande cosa capace di bonificare i vissuti, aprire lacrime, paure, speranze e sentirsi finalmente “Insieme”.

E dare il via, quando è necessaria, ad una vera e propria rinascita.

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- Luca Leoncini